Benin

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Benin Natitingou – si montano i pannelli fotovoltaici

Febbraio 2016

Installato finalmente l’impianto fotovoltaico Stand alone da 6 kW a Natitingou (Benin), dove la Onlus Lulabu di Trofaello cura il “Progetto Orto” mediante il quale mira a formare umanamente e professionalmente giovani studenti con famiglie in gravi difficoltà economiche e sociali. La Onlus Lulabu punta a trattenere almeno una piccola parte di quei giovani in cerca di lavoro. L’installazione, pensata originariamente per una missione Caritas in Burundi, è stato dirottata in Benin a causa dell’impossibilità di garantire un minimo di sicurezza ai tecnici di Seva for Africa in seguito ai gravi disordini scoppiati nello stesso Burundi. L’impianto fotovoltaico fornito dal progetto umanitario comprende principalmente un pacco di 24 batterie FIAMM 2 V LMSolar 1020 Ah C120 (durata max 3000 cicli), 24 pannelli 250Wp Waris, 2 regolatori di carica Tarom MPPT 6000 e il miglioramento del sistema elettrico esistente. Lo Stand – alone così strutturato sarà in grado di assicurare almeno il 60% del fabbisogno energetico della missione consentendo notevoli risparmi di gasolio, necessario ad approvvigionare il costoso generatore.  

 

L’associazione missionaria “Lulabu ONLUS” opera prevalentemente nella Diocesi di Natitingou, nel Nord-Ovest del Benin. La Diocesi abbraccia la Regione dell’Atacorà, catena montuosa che segna il confine con il Burkina-Faso a Nord.

 

Gennaio 2015 

Presso la casa di accoglienza “Madre Ursula” è funzionante l'impianto fotovoltaico Stand Alone  donato dal progetto umanitario Seva for Africa . L’ ’installazione è tenuta in efficienza dai tecnici dell’ospedale di Tanguiéta, città a circa 50 km e 1 ora di strada da Materì.

 Materì (nord ovest del Bénin, 30 km dal confine con il Burkina Faso) è raggiungibile tramite la strada nazionale che collega Cotonou (Bénin) con Ouagadougou (Burkina Faso) e poi con breve e agevole deviazione di 16 km. Il centro è un convitto per 40 ragazze dagli 8 ai 18 anni divise in due gruppi: le più piccole prevalentemente orfane, le adolescenti fuggite da matrimoni obbligati e dalla prostituzione. Le ragazze sono quasi tutte inserite nelle normali attività scolastiche e lavorative del centro o presso le realtà produttive e commerciali del territorio. La responsabile del centro è una suora spagnola dell’ordine delle Teatine, Suor Antonia, che è coadiuvata da altre due suore con diploma e pratica infermieristica di livello avanzato. Oltre alla casa delle suore, alla cappella e al convitto, il “Madre Ursula” è dotato di un dispensario, di una sala di studio e lettura con biblioteca, postazioni computer, laboratori dedicati all’attività di formazione per i ragazzi delle scuole e del villaggio, laboratori di cucito, cucina, parrucchiera, produzione sapone, un orto, un pozzo e un mulino utilizzato anche dalla popolazione del villaggio. Nel centro si allevano animali da cortile. Tra le attività svolte: doposcuola, sostegno ai ragazzi del villaggio in età scolare (un centinaio), assistenza di tipo infermieristico, gratuita nella quasi totalità dei casi, soprattutto a favore degli abitanti del villaggio più indigenti, promozione sociale della donna sia da parte delle suore sia dalle ragazze più mature e responsabili del convitto, anche con l’aiuto di persone del villaggio particolarmente vicine alla comunità. La formazione spirituale e religiosa sono del tutto libere. 

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