Benin Materì

“Benin"

Materì – si montano i pannelli fotovoltaici

Presso la casa di accoglienza “Madre Ursula” è finalmente funzionante l'impianto fotovoltaico stand alone donato dal progetto umanitario Seva for Africa. L’impianto (11 kW) permetterà così di risparmiare sui costi del gasolio utilizzato per azionare il generatore (15 kW trifase) e di ovviare in parte alle difficoltà per approvvigionarsene. Oltre al controllo a distanza effettuato dall’Italia, l’installazione sarà tenuta in efficienza dai tecnici dell’ospedale di Tanguiéta, città a circa 50 km e 1 ora di strada da Materì.

 

Materì (nord ovest del Bénin, 30 km dal confine con il Burkina Faso) è raggiungibile tramite la strada nazionale che collega Cotonou (Bénin) con Ouagadougou (Burkina Faso) e poi con breve e agevole deviazione di 16 km. Il centro è un convitto per 40 ragazze dagli 8 ai 18 anni divise in due gruppi: le più piccole prevalentemente orfane, le adolescenti fuggite da matrimoni obbligati e dalla prostituzione. Le ragazze sono quasi tutte inserite nelle normali attività scolastiche e lavorative del centro o presso le realtà produttive e commerciali del territorio. La responsabile del centro è una suora spagnola dell’ordine delle Teatine, Suor Antonia, che è coadiuvata da altre due suore con diploma e pratica infermieristica di livello avanzato. Oltre alla casa delle suore, alla cappella e al convitto, il “Madre Ursula” è dotato di un dispensario, di una sala di studio e lettura con biblioteca, postazioni computer, laboratori dedicati all’attività di formazione per i ragazzi delle scuole e del villaggio, laboratori di cucito, cucina, parrucchiera, produzione sapone, un orto, un pozzo e un mulino utilizzato anche dalla popolazione del villaggio. Nel centro si allevano animali da cortile. Tra le attività svolte: doposcuola, sostegno ai ragazzi del villaggio in età scolare (un centinaio), assistenza di tipo infermieristico, gratuita nella quasi totalità dei casi, soprattutto a favore degli abitanti del villaggio più indigenti, promozione sociale della donna sia da parte delle suore sia dalle ragazze più mature e responsabili del convitto, anche con l’aiuto di persone del villaggio particolarmente vicine alla comunità. La formazione spirituale e religiosa sono del tutto libere. 

 

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Ringraziamenti

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