Sempre difficile la situazione in Burundi. Nonostante le tensioni in atto nel Paese, il progetto umanitario Seva per l’Africa conferma per ora l’installazione di due impianti fv off grid entro il 2015 nelle missioni Caritas di Ryarusera e Matarà

Counrmayeur, 5 maggio 2015. Le notizie che giungono dal Burundi non sono buone. Anche dalla Caritas confermano che sono decine di migliaia le persone in fuga dal Paese. Nel caso la situazioni dovesse precipitare e non si potesse procedere con la spedizione prevista ai primi di luglio sono immaginabili due scenari: dirottare al più presto il materiale verso strutture Caritas operative in altri Paesi, o mantenere l’impegno in Burundi sperando che la tensione cali lentamente e riprogrammare l’installazione per il 2016. Naturalmente l’obiettivo resta quello di riuscire ad installare nei tempi previsti (ottobre/novembre 2015), ma la possibilità di “scivolare” al 2016 viene tenuta in forte considerazione. Anche perché - non si dovesse davvero farcela a montare nel corso del 2015 - appare azzardato individuare rapidamente due nuove missioni senza prima tutelarsi con un sopralluogo.

Progetto umanitario Seva per l’Africa: ecco il programma per l’anno 2015.

Gressan, 28 aprile 2015. Lo scopo è razionalizzare le forniture di energia esistenti, grazie anche al miglioramento, all’implementazione o alla realizzazione di piccoli impianti (6Kw) fotovoltaici off grid nei siti di Burigni (Repubblica Democratica del Congo), Bukavu (RDC), Ryarusera (Burundi) e Matarà (Burundi). A Burigni operano i padri Francescani Minori che presidiano un centro di sanità provinciale e di avviamento al lavoro. A Bukavu in due centri ospedalieri lavorano invece i Saveriani. Nelle località del Burundi la Caritas assiste centri di sanità locale ed avviamento agli studi per la salute e l’alimentazione. Compatibilmente con le condizioni di degrado attuale, i due siti Caritas offrono anche assistenza alla maternità, vaccinazioni, esami e chirurgia d’urgenza.

Dopo l’installazione dell’impianto fotovoltaico off grid da 11 kW a Materì (Benin), il progetto umanitario Seva per l’Africa completerà il programma del primo biennio con la realizzazione, a febbraio, della struttura di Bozum in RCA

Gressan, 4 febbraio 2015. Dal 1 febbraio presso la casa di accoglienza “Madre Ursula” è finalmente funzionante l’impianto fotovoltaico stand alone donato dal progetto umanitario Seva per l’Africa . L’impianto (11 kW) permetterà così di risparmiare sui costi del gasolio utilizzato per azionare il generatore (15 kW trifase) e di ovviare in parte alle difficoltà per approvvigionarsene.

Parco Eolico "Monte Poggio": Presentato il progetto alla popolazione

Fraconalto - 29 gennaio 2015. L’evento è stato patrocinato dai comuni di Fraconalto e Voltaggio , che si sono detti favorevoli all’opera , che prevede l’installazione di 7 aerogeneratori da 2 MW l’uno. Diverse le ricadute positive per le comunità coinvolte, come la bonifica dall’amianto degli oltre 3000 metri quadri di tetto che copre la cooperativa agricola di Voltaggio e piste ciclabili per mountain bike.

 

Formati i primi due volontari che a febbraio partiranno in Repubblica Centrafricana per installare l’impianto fotovoltaico da 11,2 kW nella comunità gestita dai Carmelitani di Bozum. L’impianto sarà reso operativo entra la fine del mese di febbraio

Gressan, 23 gennaio 2015. Un altro tassello importante si aggiunge al progetto Seva per l’Africa: finalmente i primi volontari formatisi per installare e sovraintendere all’impianto fotovoltaico off grid da 11,2 kW presso la missione dei Carmelitani di Bozum partiranno a metà febbraio. Il training effettuato a Monopoli nei laboratori di Kad3 Group è durato una settimana e ora Maurizio Parola e Mario Mazzali sono adeguatamente preparati. Maurizio Parola è il nipote del responsabile della missione di Bozum, padre Aurelio Gazzera. Gazzera è “l’uomo che ha piegato il fucile ai ribelli”, come recita una filastrocca che la gente del luogo canta in lingua Sango.