Seva for Africa: installati gli impianti in Repubblica Democratica del Congo. Le operazioni hanno proceduto spedite e i tecnici rientreranno in anticipo. Installati tre impianti da 6 kW a Burigni e Bukavu

Courmayeur, 12 ottobre 2015. Buongiorno Seva, le installazioni proseguono spedite. Mercoledì portiamo a compimento l'ultima. Vi preghiamo di contattare l’agenzia di viaggi per anticipare il rientro. Il volo che vorremo prendere è quello del 19 ottobre alle 19.55 da Kigali. Un abbraccio a tutti”.

Con questo messaggio i tecnici di Seva for Africa hanno confermato la quasi conclusione delle operazioni in Repubblica Democratica del Congo.

Partiti solo dieci giorni fa i due tecnici hanno lavorato intensamente e concluderanno il loro lavoro con ampio anticipo rispetto ai tempi previsti (31 ottobre). Sono stati così realizzati tre impianti fotovoltaici stand alone nei siti di Burigni e Bukavu. Tutti gli impianti avranno una taglia di 6 kW. A Burigni operano i padri Francescani Minori che presidiano un centro di sanità provinciale e di avviamento al lavoro. A Bukavu in due località contigue lavorano invece i Saveriani.

Seva fornisce Know How agli imprenditori agricoli per realizzare impianti eolici, vere e proprie fattorie nel vento. Il vento diventa così un prodotto dell'Agricoltura, l'Energia un frutto della Terra

Courmayeur, 14 settembre 2015. SEVA srl, con il suo staff altamente specializzato, fornisce agli imprenditori agricoli su tutto il territorio nazionale, il supporto tecnico e le capacità organizzative per realizzare uno sviluppo virtuoso della propria impresa e diventare produttori di energia pulita. Grazie ad anni di esperienza nel settore, SEVA srl è in grado di seguire tutto il complesso iter necessario alla realizzazione di impianti eolici in grado di garantire un reddito alle aziende agricole per renderle meno dipendenti dalla stagionalità tipica dell’agricoltura e dal solo mercato agricolo. SEVA accompagna l’agricoltore in tutte le fasi di vita dell’iniziativa:

Progetti 2016. Il programma umanitario Seva per l’Africa realizzerà un impianto fv off grid da 10 kW in Costa d’Avorio per il Centro Sanitario di Zouan Hounien, che verrà ultimato entro quest’anno e che sarà supportato dalla Onlus GSA

Courmayeur, 29 giugno 2015. Zouan – Hounien si trova nella regione centro occidentale della Costa d’Avorio, vicina al confine con la Liberia, raggiungibile con la strada nazionale che collega Abidjan con Yamoussoukro e Man (circa 600 Km).

La responsabile del Centro è la suora bergamasca Lidia Cerutti da 20 anni in Africa, superiora delle comunità delle suore Domenicane del S. Rosario di Abidjan e Zouan – Hounien (12 suore in totale). Alcune di esse sono infermiere.

A Zouan – Hounien, presso il Centro Sanitario e la Parrocchia, le Suore Domenicane collaborano da anni con la Comunità dei Cappuccini. Gli episodi di guerra civile che si sono succeduti tra il 2002 e il 2012 hanno distrutto buona parte del Centro sanitario che dovrà essere completamente ricostruito. L’inaugurazione è prevista nel mese di ottobre (2015). La realizzazione del Centro consentirà alle Suore Domenicane (ora ospitate in alcune strutture della Diocesi) di sistemarsi in una complesso completamente autogestito.

Sempre difficile la situazione in Burundi. Nonostante le tensioni in atto nel Paese, il progetto umanitario Seva per l’Africa conferma per ora l’installazione di due impianti fv off grid entro il 2015 nelle missioni Caritas di Ryarusera e Matarà

Counrmayeur, 5 maggio 2015. Le notizie che giungono dal Burundi non sono buone. Anche dalla Caritas confermano che sono decine di migliaia le persone in fuga dal Paese. Nel caso la situazioni dovesse precipitare e non si potesse procedere con la spedizione prevista ai primi di luglio sono immaginabili due scenari: dirottare al più presto il materiale verso strutture Caritas operative in altri Paesi, o mantenere l’impegno in Burundi sperando che la tensione cali lentamente e riprogrammare l’installazione per il 2016. Naturalmente l’obiettivo resta quello di riuscire ad installare nei tempi previsti (ottobre/novembre 2015), ma la possibilità di “scivolare” al 2016 viene tenuta in forte considerazione. Anche perché - non si dovesse davvero farcela a montare nel corso del 2015 - appare azzardato individuare rapidamente due nuove missioni senza prima tutelarsi con un sopralluogo.