Parte la spedizione in Madagascar alla volta di Ampefy, dove ad aprile verrà installato un impianto fotovoltaico da 6 kW Stand-alone nel centro sanitario della milanese Change Onlus

Courmayeur, 13 febbraio 2018.  L’installazione dell’impianto fotovoltaico Stand –alone ad Ampefy è prevista ad aprile. Si tratta di un 6 kW che alimenterà un dispensario con due ambulatori medici, la farmacia, l’ambulatorio dentistico e la sterilizzazione. Di fatto, tutta la struttura gestita dalla Change Onlus si compone di 4 fabbricati:

  1. Centro Sanitario ( 700mq), attualmente indipendente per la fornitura energia elettrica con un impianto fotovoltaico da 18 kW
  2. Il Dispensario ( 180 mq) 
  3. Una palazzina ( 4 locali) per uffici e Centro Nutrizionale (120 mq)
  4. Un capannone ( 400 mq) con officina/garage, una camera da letto, il laboratorio di ottica, un’aula, un magazzino (100mq)

 

 

 

Change Onlus è una associazione non profit laica italiana, nata a Milano nel 2005 per volontà di un gruppo di professionisti operanti prevalentemente in area medica e che le dedicano parte del loro tempo a titolo esclusivamente volontario. Change Onlus realizza progetti di cooperazione allo sviluppo in ambito socio-sanitario e contro la malnutrizione; attualmente concentra le sue energie in Madagascar, principalmente con il dispensario e il centro sanitario a Ampefy-Andasibe (nella regione d’Itasy, a circa 140 km ad ovest della capitale del Madagascar, Antananarivo) e un piccolo dispensario nell’isola di Sakatia, a fianco dell’ isola di NosyBe.

Nella regione di Itasyla situazione di estrema povertà, abbinata a una condizione socio-ambientale alquanto critica, favorisce la presenza endemica di malattie quali la tubercolosi, la malaria, le parassitosi intestinali e cutanee, malattie polmonari e dell’apparato gastro-enterico, oltre a patologie oculari, odontoiatriche e otorinolaringoiatriche. La regione, inoltre, registra tassi di malnutrizione infantile molto alti.

In questo difficile contesto, la fornitura di energia elettrica alle strutture esistenti risulta essere ancora insufficiente e inaffidabile, in particolare per il centro sanitario che è dotato di un blocco chirurgico, un laboratorio di analisi, una sala di radiologia e di un magazzino, equipaggiati da refrigeratori, compressori, pompe e altri accessori medici.

L’impianto elettrico è connesso alla rete pubblica che fornisce 20 kW/h e a due piccoli pannelli solari che forniscono 10 kW/h. Questa fornitura è appena sufficiente per le attività di routine in condizioni normali, ma non può soddisfare appieno le necessità di approvvigionamento energetico del centro, sia a causa delle frequenti interruzioni della rete pubblica, sia per i sovraccarichi dei vari equipaggiamenti e per la domanda di picco dell’apparecchiatura radiologica. Ne consegue che i servizi di urgenza e chirurgici potrebbero essere paralizzati e provocare l’aggravamento dello stato di salute dei degenti o, perfino, il loro decesso.

Per sopperire almeno parzialmente a questa sfortunata situazione sarebbe necessaria una fornitura supplementare e affidabile di circa  60 KW. Con i primi 6 kW di potenza installata dedicata solo al dispensario, il programma umanitario Seva for Africa intende pertanto  mettere le basi per un successivo ampliamento della dotazione iniziale. Il centro di Ampefy è  vicino a un torrente dove molto tempo fa era stata impiantata una piccola centrale idroelettrica con due turbine che producevano circa 15 + 15 kW. Purtroppo, le autorità locali hanno ceduto lo stabile della centrale a privati. I nuovi proprietari hanno trasformato la struttura logistica in un’abitazione e hanno demolito la condotta  per recuperare il ferro dei tubi.

Come già spiegato sopra, ad Ampefy è già presente un impianto da 18 kW. Con i nuovi 6 kW il centro potrà  contare  su quasi metà della potenza stimata per rendersi sufficientemente autonoma, anche se, ancora, non potrà sopperire alle esigenze energetiche qualora tutte le utenze vengano utilizzate simultaneamente.

La struttura è allacciata alla rete pubblica con un contratto per 25kW trifase, ma molto spesso la fornitura è bloccata per diverse ore al giorno. La tensione resta troppo bassa per far funzionare le apparecchiature, che per questo e per i salti di corrente ricorrenti (cadenza quasi quotidiana per almeno 8 ore al giorno) si guastano di frequente. La trifase serve per alimentare la sterilizzatrice (16 kW),  le pompe dell’impianto idrico (4 kW), la macchina del trattamento aria della sala operatoria (3 kW),  due macchine dell’officina 5 kW (che non funzionano mai in contemporanea).  Una parte dell’impianto è in discrete condizioni perché realizzato da tecnici italiani, un’altra parte è stata recentemente ripristinata e rimessa in funzione da un precedente intervento dei tecnici di Seva for Africa.

L’approvvigionamento del carburante fossile avviene durante le missioni dentistiche per garantire il funzionamento delle apparecchiature ( 4 volte all’anno)  e due volte al mese per altre necessità