Il New Deal energetico per l’Africa è possibile? Una soluzione entro il 2025: speranze e inquietudini. (APPROFONDIMENTO n. 1)

Courmayeur, 14 novembre 2017. Un New Deal energetico per l’Africa entro il 2025 è uno degli obiettivi portati avanti dalla African Development Bank che - per raggiungere l’accesso universale all’energia nel continente entro quella data - sta lavorando insieme a molti governi africani, il settore privato e tramite iniziative bilaterali e multilaterali. In via di sviluppo una piattaforma pubblico-privata (Transformative Partnership on Energy for Africa) volta a realizzare innovative forme di finanziamento destinate al settore energetico. 

 

Le azioni messe in campo mirano a unificare apprezzabili interventi che, però, sono spesso frammentati e poco coordinati. Cinque i principi chiave che ispirano il programma della African Development Bank: raccogliere e selezionare gli interventi; rendere autonoma e strutturalmente solida la piattaforma Transformative Partnership on Energy for Africa; mobilitare capitale locale e internazionale per individuare nuove forme di finanziamento destinate al settore energetico; supportare i Governi africani nel rafforzamento delle politiche energetiche; maggiori e migliori regolamentazione e governance del settore; aumentare gli investimenti della African Development Bank a supporto ed implementazione dei finanziamenti attivi nei settori energetici e di controllo dei cambiamenti climatici.

Il New Deal energetico comporta il raggiungimento di quattro obiettivi strategici:

-         aumentare la generazione on-grid di 160 GW entro il 2025;

-          aumentare la trasmissione on-grid e le connessioni on-grid in modo di creare 130 milioni di nuove connessioni entro il 2025, vale a dire il 160% in più rispetto ad oggi;

-         aumentare la generazione off-grid di 75 milioni di connessioni entro il 2025, cioè 20 volte in più rispetto a quante sono oggi;

-         aumentare l’accesso all’energia pulita per la cottura di cibi a circa 130 milioni di famiglie.

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Di fatto, oltre  645 milioni di africani non hanno accesso all’elettricità. Il consumo di energia pro capite nell’Africa subsahariana è di gran lunga il più basso  al mondo (181 kWh contro i 6.500 kWh europei e i 13.000 kWh degli Stati Uniti)

La scarsità e i “colli di bottiglia” del settore energetico costano all’Africa una percentuale variabile fra il 2% e il 4% del PIL annuale, un valore che minaccia crescita economica, occupazione e creazione di investimenti. In Tanzania e Ghana, le utility energetiche perdono il 15% delle vendite per le interruzioni presenti sulla rete. La crescita economica del Sud Africa è andata sempre più arrancando negli ultimi anni a causa di pesanti limitazioni dovute anche a al troppo ‘loadshedding, cioè la turnazione nell'erogazione di elettricità in caso di domanda eccessiva. Circa 600,000 Africani (principalmente donne e bambini) muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento domestico associato all’utilizzo di legno combustibile per la cottura di i cibi.  I bambini in età scolastica non sono in grado di ottenere buon prestazioni dal momento che il 90% delle scuole primarie in Africa manca di elettricità.  Negli ospedali molti pazienti sono a rischio poiché le attrezzature e i servizi salva-vita sono inutilizzati data  la cronica carenza di energia elettrica. Le fasce della popolazione più povera paga il prezzo energetico più alto di tutto il mondo! Nonostante stiano emergendo diversi programmi e progetti interessanti, la mancanza di forme di finanziamento innovative e appropriate, di corrette politiche energetiche e di un ambiente normativo efficiente, di incentivi e di  coordinamento limita fortemente la portate e la velocità con le quali l’energia è fornita al Continente africano.  Eppure, l’Africa è ricchissima di risorse: il potenziale energetico solare è di circa 10 TW, a 350 GW ammonta il potenziale idroelettrico, a 110 GW quello eolico, mentre quello geotermico è stimato in circa 15 GW. Calcoli che, ovviamente, non includono l’energia derivante da carbone e gas, che ancora rappresentano l’energia più conveniente. A meno di non riuscire a  sbloccare il suo enorme potenziale di energie rinnovabili, combinato con quello convenzionale, l’accesso universale all’energia rimarrà una chimera.