Per l’Unione Europea la priorità africana è l’accesso all’energia rinnovabile. Bruxelles “vuole vedere un’Africa forte, in pace e sicura”. Un esempio virtuoso: il Tororo Solar Plant

Courmayeur, 29 maggio 2018. Un contributo importante al dibattito energetico in Africa è stato portato di recente dal DG Cooperazione Internazionale e sviluppo, l’italiano Stefano Manservisi, che, sulla rivista mensile WE,  ha spiegato come “l’accesso all’energia è un requisito indispensabile per lo sviluppo.” 

 

A maggior ragione per “i paesi africani, dove le sfide e le opportunità in questo settore sono immense”. Nell’Africa sub-sahariana circa due terzi della popolazione africana non ha accesso all’elettricità (vale a dire circa 600 milioni di persone).Secondo una stima elaborata proprio dalla Ue lo 0,3% della luce solare che risplende nel deserto del Sahara potrebbe ricoprire l’intero fabbisogno energetico dell’Europa. In quasi tutti i Paesi l’approvvigionamento da fonti fossili inquinanti è molto costoso e limitato.In molti Paesi africani il reddito medio pro capite è meno di un dollaro al giorno. Mancano cibo, farmaci, acqua potabile, un razionale sistema idrico e sanitario. Solo il 58% delle persone che vivono nell’Africa subsahariana ha accesso a forniture d’acqua sicura.Secondo l’OMS, dei 20 Paesi con i maggiori tassi di mortalità materna nel mondo, 19 si trovano in Africa; questa Regione detiene anche il triste primato mondiale di mortalità neonatale.

L’elettrificazione del continente africano non tiene il passo con la crescita della popolazione” scrive Manservisi, e “le zone rurali decentrate rappresentano la sfida più ardua. I costi elevati che comporta il loro collegamento alla rete elettrica e i rischi che le aziende dovrebbero affrontare investendo in soluzioni off-grid (mini grid o reti locali) spesso fanno sì che le popolazioni di queste zone vengano lasciate prive dei servizi energetici di base”. D’altra parte quanto fatto fino ad ora, gli aiuti allo sviluppo tradizionali, come le sovvenzioni, “non sono sufficienti per affrontare questa sfida e raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e l’Obiettivo dello Sviluppo Sostenibile 7, che si propone di garantire a tutti l’accesso a sistemi di energia sostenibili”. Le nuove soluzioni sono dunque strumenti di “blending” della Ue, “che combinano le sovvenzioni fornite dalla UE con prestiti e capitali provenienti da finanziatori pubblici e privati. Un esempio riuscito di questo nuovo approccio è rappresentato dal Tororo Solar Plant, un impianto solare realizzato in Uganda. Una sovvenzione da 7,8 milioni di euro della UE ha prodotto un effetto-leva mobilitando 14,7 milioni di dollari in prestiti pubblici (dalla FMO, la Banca per lo Sviluppo Olandese, e, dall’Emerging Africa Investment Fund del Regno Unito), che, a loro volta, hanno fatto affluire capitali per 4,9 milioni di dollari. Si prevede che il Tororo Solar Plant fornirà elettricità a 36.200 abitazioni e aziende.”

Tra le altre soluzioni di finanziamento dell’elettrificazione vi è poi ElectriFI, che “costituisce un altro eccellente esempio di finanza innovativa specificatamente messa a punto per questo settore. Attraverso questo strumento, la UE mette al riparo dai rischi, accelera e incentiva gli investimenti in servizi ecosostenibili con particolare accento sulle zone rurali e poco servite. Grazie a ElectriFI, l’investimento di Azuri Technologies, che ha recentemente usufruito di un sostegno per avviare il suo programma di finanziamento dei debiti fuori bilancio in Kenya, ha contribuito ad espandere il settore dell’energia off-grid attraverso la fornitura di impianti solari domestici PayGo a 25.000 abitazioni, consentendo l’accesso all’energia elettrica a 125.000 persone”, conclude Manservisi.

Di fatto, grazie allo sfruttamento della forte irradiazionel’energia solare risponde concretamente alle necessità energetiche di una popolazione insediata in sperdute comunità legate a un’economia agricola di sussistenza, distanti da qualsiasi tipo di fornitura elettrica o allacciate a reti del tutto instabili. Anche Impianti fotovoltaici modulari possono essere adattati alle mutevoli dimensioni dei villaggi o delle missioni, dove nuovi arrivati spesso cercano assistenza sanitaria in piccoli dispensari o vari pronto soccorso alimentati elettricamente solo da costosi generatori a combustibile fossile o, peggio, da lampade al kerosene altamente tossiche e inquinanti.

Il fotovoltaico consente di alimentare il pompaggio per l’estrazione dell'acqua e di gestire in maniera ecologica ed efficace il sistema idrico. Una buona e attenta gestione delle risorse idriche migliora di fatto le infrastrutture per l’irrigazione e incrementa la produzione agricola.