Ritorno in Repubblica Democratica del Congo: conclusa con successo l’installazione dei due impianti da 6 kW a Uvira Kilomoni

Courmayeur, 27 settembre 2017. Ciao  tutti, siamo rientrati VITTORIOSI  dalla RDC! : la soddisfazione dei tecnici è grande. Un altro obiettivo raggiunto. E ancora una volta in Repubblica Democratica del Congo, dove il programma Seva for Africa è ormai di casa con i padri Saveriani capitanati da Padre Franco Bordignon. Ogni impianto è basato sulla solidità dell’architettura costituita da componentistica robusta, collaudata e affidabile. La componentistica è costituita da due inverter Steca XTM 4000-48 (Inverter/charger  4000VA/3500VA/48V/230 AC/50Hz, con carica batteria 50Arelé transfer 50°); da due regolatori di carica  VT-80 VarioTrack (MPPT 12V/24V/48V - U in:7-150 Vdc - I:80°); da una sonda di temperatura per inverter con cinque metri di cavo; da un pacco batterie FIAMM 2 V LMSolar 1020 Ah C120 (durata max 3000 cicli); da 24 pannelli 250 Wp, da accessori e materiale elettrico che comprende, fra l’altro, 800 metri di cavi e vari altri cablaggi per circa 200 m.

Non è da trascurare poi il corso offerto dal produttore svizzero di inverter Studer grazie al quale i tecnici di Seva potranno autocertificare eventuali guasti in garanzia direttamente in sito. L’impegno finanziario e organizzativo di Seva, comprensivo anche dei voli transcontinentali, ha riguardato la progettazione, l’acquisto e l’installazione degli impianti fotovoltaici presso le missioni condotte dai Saveriani. Dal canto loro i Saveriani hanno gestito e finanziato autonomamente l’invio dall’Italia del materiale e tutte le pratiche di sdoganamento in loco. Come sempre i tecnici sono stato ospiti dei centri. La compartecipazione dei beneficiari alle spese se, da un lato, rappresenta un modo per coinvolgere direttamente gli stessi nella gestione del progetto al fine di  garantire a Seva una maggiore cura agli impianti che verranno donati, dall’altro, è assicura il trasferimento di sistemi razionali e produttivi all’attività di CSR e una rottura completa con la logica degli aiuti a pioggia privi di controllo. 

Sono così sette gli impianti installati dal programma umanitario Seva for Africa in Repubblica Democratica del Congo: un microsistema efficiente da 36 kW costruito nel corso di tre anni e in grado di alimentare due centri medici, un dispensario, un orfanotrofio e due pompe per l’acqua adiacenti a una scuola e un pronto soccorso. A Uvira i Saveriani gestiscono un centro sanitario che funziona anche da vero e proprio ospedale in grado di fare operazioni di emergenza. Si tratta dell'unico centro sanitario lungo una striscia di 8 km dove piccole e grandi  capanne di fango o di tavole si moltiplicano a vista d'occhio: la gente fugge l'erosione della montagna o i gruppi armati dell'interno. Il centro sanitario funziona assieme a un orfanotrofio per neonati. I Saveriani hanno dotato il complesso di una pompa a immersione la cui acqua serve anche le migliaia di persone che abitano nei dintorni (sono attivi 6 serbatoi da 5.000 litri l'uno). Il complesso è diretto dalle suore di san Giuseppe (tutte congolesi). L’altro centro che verrà sostenuto dal progetto Seva for Africa si trova a un paio di chilometri dal precedente. Qui si trovano una scuola materna (tre classi di bambini), una scuola elementare (sei classi di alunni), una scuola per recupero ragazze analfabete (vi sono anche ragazzi maschi, ma le ragazze sono più numerose), un locale per l'informatica che offre corsi appositi per i giovani giunti alla fine delle secondarie). Il problema è sempre lo stesso: la mancanza di luce e acqua. Anche in questo caso la luce arriva (fra numerosi black out) dal Burundi. In caso di black out (frequenti) viene attivato il gruppo elettrogeno con il carico di spese elevate. Per sopperire al fabbisogno di acqua i Saveriani hanno provveduto a realizzare due pozzi per l’acqua con pompe a immersione. Il centro è diretto dalle suore Dorotee  (ormai tutte congolesi). Uvira è il capoluogo dell'omonimo territorio e conta oltre mezzo milione di abitanti.La città è in gran parte arroccata sui pendii scoscesi della montagna in piena erosione. Uvira si sta espandendo in periferia lungo la strada nazionale e in direzione della frontiera. La sola periferia nel 2020 sarà un centro di oltre ventimila abitanti. Anche qui mancano le infrastrutture di base: l'unica acqua accessibile è quella proveniente del lago Tanganica, ma si tratta di acqua molto dura perché il Tanganica è di fatto un mare chiuso lungo 650 Km e profondo 1540 metri.La luce elettrica quando c'è viene dal vicino Burundi, che a sua volta la riceve da Bukavu (RDC), 150 Km più a Nord.  Con i prossimi impianti in realizzazione in Ghana (due) e Guinea Bissau (uno) a novembre saranno installati sicuramente 56 kW.

Gli impianti fotovoltaici Stand-alone contribuiscono ha migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali. Il vero salto di qualità verrà dato da un sistema di accumulo in grado di resistere ed essere efficiente per moltissimo tempo. Ad oggi, almeno per le taglie piccole e medie, i migliori impianti sono dotati di un sistema di storage che dura fra gli otto e i dodici anni. Un buon risultato comunque.  

Di fatto, la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici Stand - alone  distribuiti sul territorio (non connessi ad alcuna rete di distribuzione elettrica) garantisce  da subito:

1) siti meno dipendenti dal limitato e costoso approvvigionamento d’idrocarburi;

2) produzione costante di energia pulita e rinnovabile;  

3) decenti livelli di sopravvivenza e sviluppo         energia per il miglioramento del sistema sanitario (conservazione farmaci, funzionamento dispensari, pronto soccorso, sale parto, etc), scolastico, idrico (acqua potabile, + agricoltura, etc), attività lavorative .

D’altra parte, grazie allo sfruttamento della forte irradiazione solare,

-       il fotovoltaico Stand - alone risponde concretamente alle necessità energetiche di una popolazione insediata in sperdute comunità legate a un’economia agricola di sussistenza, distanti da qualsiasi tipo di fornitura elettrica  o allacciate a reti del tutto instabili. 

-      Impianti fotovoltaici modulari possono essere adattati alle mutevoli dimensioni dei villaggi o delle missioni, dove nuovi arrivati spesso cercano assistenza sanitaria in piccoli dispensari o vari pronto soccorso alimentati elettricamente solo da costosi generatori a combustibile fossile o, peggio, da lampade al kerosene altamente tossicheinquinanti.

-       Il fotovoltaico consente di alimentare il pompaggio per l’estrazione dell'acqua e di gestire in maniera ecologica ed efficace il sistema idrico. Una buona e attenta gestione delle risorse idriche migliora di fatto le infrastrutture per l’irrigazione e incrementa la produzione agricola.