Installati altri due impianti fotovoltaici Stand alone da 6 kW a Bukavu in RDC (2)

Courmayeur, 21 novembre 2016. Grazie a tutti per la collaborazione in questo grande progetto di Seva e un arrivederci al prossimo viaggio”. Queste le parole del capo tecnico a chiusura dell’ultima fatica. Dopo 15 giorni dall’arrivo dei tecnici a  Bukavu  in Repubblica Democratica del Congo anche il secondo dei due impianti fotovoltaici Stand-alone da 6 kW è stato installato nel dispensario di Suor Rita in località Tumino.

Fra le urla delle neo mamme e i vagiti dei neonati, calpestato il tetto di lamiere calde l’installazione è risultata più semplice del previsto. I travi erano ancora buoni e le apparecchiature hanno trovato spazio in una camera abbandonata dietro la segreteria. Eppure i problemi, come spesso capita in Africa, non sono mancati con il rischio di minare la buona riuscita del progetto. Di fatto, un errore nella packing list ha dirottato quattro inverter in altre sedi. Nonostante l’errore di spedizione fosse risultato palese, gli erronei destinatari non avevano comunicato nulla al padre saveriano Franco Bordignon, beneficiario corretto della donazione Seva e responsabile dei due centri di Bukavu dove alla fine sono stati installati gli impianti Stand. Alone. Gli inverter erano stati inviati malauguratamente in Burundi (2), in altro centro di Bukavu (1) e a Kalungu (1), in Repubblica Democratica del Congo. Dopo una ricerca telefonica in varie direzioni e viaggi in mezza città per recuperare i contatti, la dritta giusta è arrivata da un prete della Diocesi di Bukavu, che ha confermato ai tecnici Seva  come un inverter era stato montato in altra sede della città e un altro a Kalungu. Scuse per il malinteso e recupero delle apparecchiature. In seguito si sono dovuti riprendere anche i due inverter finiti in Burundi, passando per Kilomoni sul lago Tanganika. Il disguido è costato quattro giorni di viaggio e quasi mille dollari di dogana.  Le installazioni sono ora a pieno regime e garantiscono energia per i pozzi di Panzi Solidaritè e il dispensario di Suor Rita. I siti si trovano alla periferia di Bukavu, un’enorme favelas dove la vita scorre tra le troppe contraddizioni di un popolo sottomesso dal potere, stremato dall’odore intenso della terra bagnata e delle fogne a cielo aperto.

Come al solito, l’accoglienza è stata piacevole: l’anno scorso, sempre qui a Bukavu, sono stati installati altri due impianti Stand-alone da 6 kW ognuno  per coprire i bisogni energetici di una scuola di avviamento al lavoro e di un pronto soccorso. Si  tratta dunque di vecchi amici che hanno accolto i tecnici con entusiasmo. Quando si arriva si cominciano a distribuire piccoli doni che non devono mai mancare in valigia: il tabacco da pipa “ Aroma” per Mauro, la cioccolata per Suor Mirabilis , shampoo e crema per Suor Scolastica , caramelle alla menta per padre Franco, caramelle per Giuseppe e Nicola, panettone alla genovese per mangiare in compagnia la domenica. “Durante il lavoro mi sono  sempre chiesto quale possa essere il motivo per cui tanta gente si riversi in questa fogna passando da una povertà dignitosa vissuta in campagna, dove tutti mangiano e hanno una casa , ad una miseria desolante che li costringe a vendersi per un telefonino, per la maggior parte delle volte spento o senza credito”. Queste le ultime righe scritte a chiusura del decretato “fine missione” dal capo tecnico Fausto Cadei. Non sappiamo rispondere, ma anche questo è uno dei motivi per cui Seva si sente impegnata a portare avanti il progetto Seva for Africa.